FIONDAla nana

 

AMUZING FACTORY PRESENTA:

 

48 HOUR FILM PROJECT E 2 MINUTI

ROMA 2007

 

 

Venerdì 6 luglio 2007, ore 19.00 i rappresentanti della Amuzing factory Alessio e Ottavia puntuali (??) sono alla Biblioteca Bibli di Roma per assistere al temuto sorteggio del genere, nonché della linea di dialogo, dell’oggetto di scena e del personaggio obbligatorio da inserire in ogni corto.

 

Alle 1930 parte il cronometro ed inizia l’avventura del 48 hour film festival per la Amuzing factory. Tutta la squadra è in posizione:

gli sceneggiatori, armati dei loro fedeli computer portatili, accampati (per un piccolissimo contrattempo di chi doveva aprire la porta della casa) sulle scale del portone di via Coviello 32 ricevono il fatidico messaggio: genere supereroi. Panico sul volto di molti, soprattutto su quello di Giona che aveva passato le ultime ore a ripetere il mantra “tutto tranne che supereroi, tutto tranne che supereroi, tutto tranne che supereroi”.

Lo scenografo attende trepidante dentro MAS il genere per poter comprare gli abiti di scena. Squilla il suo cellulare, panico anche sul suo volto, qualche imprecazione e si butta a capofitto alla ricerca dei costumi….

 

Superato lo shock del genere si scopre che gli elementi obbligatori sono: l’uso delle pagine gialle, il personaggio Carla/o Severi insegnante d’arte e come linea di dialogo “suoni qualche strumento”… insomma tutte cose che con il genere supereroi vanno a braccetto!!!

Finalmente qualcuno apre la porta di casa e gli sceneggiatori si fiondano dentro, prendono possesso del terrazzo, attaccano cavi, accendono i pc e dopo qualche maledizione al genere che ci è capitato iniziano a “consultarsi” sul da farsi… i minuti scorrono veloci, il regista telefona e si informa sulle idee che circolano per poterci riflettere tornando in motorino.

Ore 200.0: arriva il regista e getta tutti nel panico esordendo con: “si fa Valeria la nana! Valeria è una supereroina ma ogni volta che usa il suo superpotere diventa più bassa”. Sconcerto sul viso di molti, dubbi, titubanze… si chiacchiera, si discute, si perde tempo… e soprattutto ci si chiede: ma che superpotere ha Valeria?

 

Non si trova un superpotere per Valeria e quindi cominciano a circolare altre ipotesi di soggetto… la scena è questa: gli sceneggiatori si dividono in tre gruppi principali ed abbiamo: la corrente “anarchica” che lavora su un mockumentary, la seconda corrente che si concentra sul mettere insieme alcune idee che erano circolate cercando tirarne fuori un soggetto e Giona, ormai affranto che cerca in ogni modo di trasformare l’idea di valeria la nana in un romanzo rosa. Tuttavia pressato dal regista e dopo aver cambiato e adattato all’occorrenza il suo mantra con “Io sono un supereroe, Alessio ha bisogno di me, non ho paura della mia capcità di scrittura” decide di buttare giù una sceneggiatura. Si ritira quindi in solitudine sul divano ed illuminato solo da fioca lucina inizia a digitare sulla tastiera.

 

Nel frattempo c’è chi si dedica all’ascolto delle musiche e chi piano piano abbandona il proprio gruppo per iniziare ad abbracciare l’idea di Valeria la nana e decide di dare il proprio contributo. Le ore passano, il gruppo di Valeria la nana, capitanato dal regista, si fa prepotentemente strada nella Amuzing factory, diventando Fionda la nana che ha come superpotere la facoltà di saltare molto in alto, abbassandosi di 10 centimetri ogni volta che torna sulla terra dopo un salto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alle 3 di mattina la decisione è presa : si fa Fionda la nana!!! Punto!

Alle 6 di mattina la sceneggiatura provvisoria è scritta…. Si liberano gli attori che avevano dato la loro disponibiltà, ma il panico si impadronisce del gruppo: ci serve un’attrice che faccia la donna della soap… mentre si cerca una soluzione squilla il telefonino di Emanuele, una sua amica incuriosita dal progetto chiede come procede, sarà la sua fine. Viene convocata per le otto di mattina a Colle Oppio e le si chiede di venire “vestita da soap opera”. L’ignara Sara non ha idea di quello che la attende e quindi accetta.

 

In questo paio d’ore che mancano all’appuntamento per le riprese qualcuno va a casa a darsi una sciacquata, qualcun altro bivacca, c’è anche chi riesce addirittura a dormire un po’.

La convocazione è per gli attori alle 8.00 a Colle Oppio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le seconde 12 ore

 

 

Sono le 8 di sabato 7 luglio 2007. Dopo una veloce telefonata con lo scenografo a cui viene richiesta una spirale mobile di 1 metro e mezzo di diametro!? Arriviamo sotto il Colosseo. Il regista, il direttore della fotografia e il fonico si consultano sulle riprese da fare mentre la protagonista cerca un angolino appartato per spogliarsi e indossare gli abiti di scena scelti sul momento frugando tra i vestiti che Valeria aveva portato con se.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ore 9,pronti, motore, azione, si comincia a girare. Tra una inquadratura e l’altra arriva Sara, la non attrice ingaggiata una manciata di ore prima per l’occasione. Dovrà solo dire due battute e poi un bacio lungo e appassionato con Pablo. Sara è un po’ interdetta, ma ormai si è lanciata in questa avventura e accetta di buon grado. Le riprese continuano, passano gruppi di giapponesi che guardano prima il Colosseo e poi incuriositi buttano un occhio a Valeria che cammina su un muretto con ai piedi zeppe altissime e sotto braccio pesanti volumi di pagine gialle. Sono le 10.30, siamo leggermente in ritardo sulla tabella di marcia. Tra una ripresa e l’altra il regista chiama ancora lo scenografo,il sole picchia duro, l’idea di girare in esterna è una follia, ci serve un posto dove poter girare la scena di gruppo con lo psicologo e la scena del cattivo, Gabriele ha un asso nella manica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alle 11.30 la prima scena è girata e anche la soap opera è pronta. Certo il fonico non è soddisfattissimo dell’audio, girare al Colosseo comporta delle interferenze, ma alla fine ci si riesce.

Tutti di corsa alle macchine, andiamo a San Giovanni sotto casa di Aniello a girare altre scene…. Drin drin, il telefonino del regista. E’ Gabriele, ha trovato un posto che potrebbe andar bene per la scena di gruppo. Ok. Si tira un sospiro di sollievo. Prima da Nello dove si girano altre scene sotto casa sua, una viene inserita al volo nella sceneggiatura e Renato fa la sua prima apparizione come attore: è l’uomo alto alla fermata dell’autobus. Tra una ripresa e l’altra arrivano anche gli altri attori, si firmano liberatorie, si organizzano le macchine e via verso la collatina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arriviamo al Collatino Underground, Gabriele ci viene incontro e ci mostra il posto: è fantastico! Perfetto per quello che ci serviva! Con rinnovato entusiasmo si iniziano a montare le luci e il carrello che siamo riusciti a fatica a trasportare fin lì, gli attori vengono truccati e si chiudono nel bagno a ripassare la scena tra una truccata e l’altra, è la più lunga di tutto il corto. Siamo pronti, si inizia nuovamente a girare. La scena è bella, divertente, fa ridere, Vanni,lo psicologo, è molto bravo e tutti si calano nella parte. Ma il tempo passa… tra un pezzetto di pizza e un gelato ingurgitati al volo, si fanno le 17.30, dobbiamo sbrigarci. Manca ancora la scena di fionda che vola e ci serve la luce. Si finiscono le riprese della scena di gruppo e si passa a Raganon. Vittorio è perfetto, sembra proprio cattivo, anche il trucco è azzeccatissimo. E la scenografia per la sua scena è fantastica. Si cala all’interno di una bocca gigante e dietro di lui la spirale preparata da Gabriele gira e gira. La troupe è però un po’ provata, la nostra protagonista crolla su un divano e sotto le luci e le voci di tutti riesce perfino ad appisolarsi accanto ad una oggetto che ha tutta l’aria di essere una bambola gonfiabile! Di chi è la bambola e che ci facesse lì… non è dato saperlo. La risvegliamo per tornare di corsa sul terrazzo dove gireremo la scena del volo, ma qui il gruppo si divide. Tutti sul terrazzo tranne pochi che corrono a casa del regista a montare la scena della soap che dovrà essere inserita nell’ultima parte del corto. Il tempo passa, si discute accanitamente su come girare la scena, il sole sta sparendo sotto i tetti di san Giovanni, Valeria si rifiuta di salire sul cornicione del palazzo di 8 piani, come fare? Si cambia inquadratura e finalmente Fionda, forte di anni di esercizi teatrali sulla fiducia vola...tra le braccia del regista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alle 21.30 arrivano tutti a casa del regista ormai provati dalla lunga giornata. Dobbiamo assolutamente mangiare qualcosa e così mentre anche qui viene  allestito il set c’è il tempo per un piatto di pasta al volo. Ok tutti pronti, il set è fatto, si ricomincia. Si inizia a girare e tra poco servirà il gelato che valeria deve mangiare davanti alla televisione. Ok, lo tiriamo fuori dal freezer in modo che non sia completamente congelato. Ma il tempo passa e noi ci dimentichiamo del gelato, quando è finalmente ora dell’ultima scena il gelato è ormai una zuppa… ma si va avanti lo stesso. Il problema principale non è quello ma la sceneggiatura. E’ mezzanotte passata e la scena è: INTERNO – GIORNO – CASA DI FIONDA. Il direttore della fotografia vorrebbe uccidere lo sceneggiatore, non è facile preparare la scena, ma come si fa? E’ notte fonda! Eppure tra una imprecazione e l’altra riesce anche in questo. E’ l’una di notte ma per noi dentro quella casa è giorno! E’ l’ultima scena, la giriamo un paio di volte, va bene dice il regista. Facciamo l’ultima e poi ci siamo. Motore, azione. Valeria inizia a recitare: “Io sono un supereroe, io sono un supereroe, io sono un supereroe”. Stop. Valeria è felicissima, abbiamo finito… tutti iniziano a ridere… ha sbagliato battuta! Noooo, bisogna rifarla! E va bene, facciamo l’ultima. E’ perfetta. Le riprese sono finite. Mancano meno di 24 ore alla consegna e c’è ancora molto da fare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le terze 12 ore

 

 

Il tempo corre veloce, ormai Fionda ha volato e quindi si caricano di nuovo le macchine e si vanno a girare le ultime scene.

Alle 21.30 sono tutti a casa del regista, ma la troupe e gli attori sono provati dalla lunga giornata. Alessio si muove alla velocità di un bradipo, Nello impiega dai 5 ai 7 minuti solo per girarsi una sigaretta, Valeria è in pieno panico perché nella concitazione degli spostamenti ha perso un oggetto di grande valore economico-affettivo. Bisogna assolutamente fare qualcosa… “Una carbonara!” esclama Alessandra, la gioia luccica negli occhi di molti. Così mentre Gabriele, ancora dinamico, allestisce il set c’è il tempo per un piatto di pasta al volo. Alle 22.30 siamo di nuovo una macchina da battaglia. Si iniziano a girare le scene in cui Fionda è a casa e tra poco servirà il gelato che Valeria dovrà (a forza perché non le piace) mangiare davanti alla televisione guardando la soap opera. Ok, lo tiriamo fuori dal freezer in modo che non sia completamente congelato. Ma il tempo passa e noi ci dimentichiamo del gelato, quando è finalmente ora dell’ultima scena il gelato è ormai una zuppa… ma si va avanti lo stesso. Il problema principale non è quello ma la luce. E’ mezzanotte passata e la scena è: INTERNO – GIORNO – CASA DI FIONDA. Il direttore della fotografia vorrebbe uccidere lo sceneggiatore, non è facile preparare la scena, ma come si fa? E’ notte fonda e fuori è buio pesto! Eppure tra una imprecazione e l’altra Aniello riesce anche in questo. E’ l’una di notte ma per noi dentro quella casa è giorno! Forza è l’ultima scena, lo scenografo sistema le ultime cosa, sposta libri, mette vasi di fiori e riviste sul tavolo. Si gira un paio di volte, va bene dice il regista. Facciamo l’ultima e poi ci siamo. Motore, azione. Valeria inizia a recitare: “Io sono un supereroe, io sono un supereroe, io sono un supereroe”. Stop. Valeria è felicissima, abbiamo finito… tutti iniziano a ridere… ha sbagliato battuta! Noooo, bisogna rifarla! E va bene, facciamo l’ultima e anche se la stanchezza ormai si fa sentire prepotentemente giriamo nuovamente la scena. E’ perfetta. Valeria ha anche aggiunto un dettaglio che è piaciuto a tutti e che quindi diventerà parte del Film. Le riprese sono finite. Valeria ritrova anche l’oggetto perduto, il morale della troupe è alto. Mancano meno di 12 ore alla consegna e c’è ancora molto da fare.

Gli attori abbandonano il set per godersi finalmente il meritato riposo, piano piano la casa si svuota, si rimane in pochi: il regista, il direttore della fotografia, lo scenografo e il fonico. Dopo qualche minuto di relax si comincia a vedere il girato per iniziare ad avere un’idea sul da farsi. Sono ormai le 4 passate, il corto verrà montato a casa di Aniello a San Giovanni, Renato inizierà a montare alle 7 e quindi è meglio che ognuno vada a casa propria per prepararsi alle ultime dure ore di lavoro.

 

 

 

 

 

Le ultime 12 ore e due minuti

 

Sono le 7 di domenica mattina, Renato citofona a casa di Aniello pronto ad iniziare il montaggio, ma nessuno risponde. La stanchezza è tale che Aniello non sente il citofono, Renato insiste e finalmente il portone viene aperto, l’avventura continua. Il montatore si mette al lavoro ed inizia a d acquisire il materiale e a selezionare le immagini per preparasi a montare la scena più difficile, la riunione dei supereroi. Le ore passano, Renato lavora e la casa si riempie. Prima arriva Ottavia e poco dopo Aniello  raccoglie la forza per alzarsi poi arriva anche il regista. Renato passa il lavoro a Aniello che decide di lavorare in maniera diversa e di partire dal montaggio delle prime scene del corto per affrontare alla fine la riunione dei supereroi. Intanto dopo nuovi ascolti di tracce musicali si delibera che senza dubbio il lavoro migliore e più appropriato è quello di Alessandro De Florio che in poche ore è riuscito a confezionare una traccia di ottima qualità e completa per tutte le nostre esigenze. Contemporaneamente viene preparato tutto il materiale cartaceo da consegnare insieme al corto (liberatorie, dichiarazioni, autorizzazioni etc…). Il corto prende forma, Fionda è sempre più una supereroina e tutti siamo entusiasti del lavoro. Arriva anche il fonico che dà un’occhiata al montaggio, dice la sua, soprattutto dal punto di vista audio, ma la scena più lunga e difficile è ancora da montare. A mezzogiorno ci rendiamo conto di essere in alto mare perché il girato è tanto e non c’è stato tempo di acquisirlo decentemente e quindi prendere le immagini è abbastanza complicato. In più la tecnologia ci si rivolta contro, il computer decide di fare una pausa, ci si impalla quando mettiamo la pennetta USB per acquisire le musiche. Panico! Bisogna spengere tutto e riavviare, l’operazione ci porta via del tempo prezioso. Ok, riproviamo, inseriamo di nuovo la penna USB ma ci fa lo stesso scherzo. Non è possibile, cominciamo ad essere nervosi, manca poco. Basta così, prendiamo la penna USB e corriamo in un internet point pronti a masterizzare un CD, è la cosa migliore così il montatore e il regista possono continuare a lavorare. Ma è domenica, anche trovare un internet point non è facile non ostante siamo in centro, ma dopo alcuni giri ce la facciamo. Sono ormai le 17, bisogna sbrigarsi, finire il montaggio rapidamente, renderizzare e scaricare. I problemi spuntano come funghi, il montato è troppo lungo, non siamo nei 7 minuti, bisogna tagliare, si ma dove? Cosa? Alla fine ci avanzano solo 3 secondi, ok tagliamo dalla coda, sono solo 3, nessuno se ne accorgerà! E’ tardi, il corto è in 16/9, non va bene, dobbiamo cambiare formato e l’ansia cresce e il tempo corre velocissimo, il rendering non altrettanto. Riusciamo a scaricare solo alle 19, la consegna è alle 1930. Sono le 19.20, ok lo scarico è finito ma mancano i titoli di coda. Prendiamo i provvisori e incolliamoli al volo, ok, fatto. Intanto sotto il portone il motorino è già acceso e si aspetta il regista che dovrà precipitarsi a Trastevere. Sono le 19.25 e ancora non scende, sono le 1930 e non si sa più cosa sta succedendo. Il regista non arriva. 19.35 eccolo, di corsa sul motorino senza neanche il tempo per una parola e schizza verso la biblioteca Bibli. Siamo in ritardo, lo sappiamo, ma con il fiato sospeso speriamo in qualche minuto di clemenza. E così sarà, la consegna viene posticipata fino alle 19.40, 5 minuti in motorino di domenica sono sufficienti per percorrere il tratto che separa casa di Nello dalla biblioteca, ma c’è la maratona a Roma e il circo massimo è chiuso quindi deviazione obbligatoria che ci fa perdere esattamente 2 minuti. Siamo tutti tesissimi e aspettiamo. Bip. Arriva il messaggio del regista. SIAMO FUORI PER 2 MINUTI. Ebbene si, hanno accettato i corti fino alle 19.40, noi siamo arrivati alle 19.42, la consolazione è che siamo i primi degli esclusi. Si abbatte una incredibile tristezza su di noi, anche rabbia, incapacità di accettare la cosa. Siamo veramente a pezzi. Ma sappiamo che Fionda la nana è un buon lavoro e quindi Fionda volerà sicuramente in altri festival.